COMANO E LE SUE FRAZIONI

Comano si trova nell'alta valle del fiume Taverone, alle pendici dell'Alpe di Camporaghena, ai confini con le province di Parma e Reggio Emilia.

Il suo antico castello fungeva da estremo baluardo ai due importanti passi appenninici dell'Ospedelaccio e del Cerreto. Il primo documento nel quale viene citato l’antico borgo risale all'824 quando viene donato al nascente monastero di Aulla il “locus di Comano” (abitato già in epoca romana) di cui faceva parte anche il suo castello che aveva la funzione di proteggere la comunità locale.

In epoca medioevale il territorio di Comano fu sottoposto in un primo tempo all'egemonia degli Estensi ai quali succedettero solo nella seconda metà del XII secolo i Malaspina, prima indirettamente tramite la famiglia vassalla dei Dallo, poi, con l’assassinio di Manuele Dallo ad opera dei fratelli nella prima metà del XIV secolo, il borgo venne attaccato e conquistato da Spinetta Malaspina che uccise e decapitò gli assassini ed annesse il borgo al feudo della Verrucola di Fivizzano.

Nel 1478 Comano passò sotto la dominazione della repubblica di Firenze. Per la sua posizione strategica di collegamento fra la Toscana e l ‘Emilia Comano fu conteso da lucchesi, fiorentini,spagnoli, francesi e genovesi.

Il Congresso di Vienna l’assegnò al Ducato di Modena, in cui rimase fino all’unificazione d’Italia. Dapprima sotto il Comune di Fivizzano da cui si staccò nel 1920 per diventare Comune.

Il territorio è tipicamente montano, dall’aspetto aspro e scosceso, l’economia tradizionalmente legata all’agricoltura ed alla pastorizia, ha di recente registrato una tendenza positiva grazie all’apporto del settore turistico e socio/sanitario.

Le strutture ricettive e quelle della ristorazione sono infatti in rapida espansione e potrebbero costituire, in prospettiva, la risorsa più rilevante dell’economia locale. Dal punto di vista urbanistico i centri abitati si caratterizzano per la presenza di case costruite in pietra arenaria impreziosite da portali e portici molto suggestivi.

La tradizionale lavorazione della pietra è stata infatti una delle attività più importanti nel passato. Gli “scalpellini” di Comano erano molto ricercati per le loro preziose opere come merletti ricamati nella pietra.

Nel centro del paese, ad esempio, si può ammirare la Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio del XIII col suo bel portale settecentesco in arenaria, ornato con tre Cherubini.

 
   
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